Li conosce?» Giùlio Ghiro! Come non averci pensato prima? Il solitario, cupo crocierista della 102, quello che il micidiale napoletano aveva soprannominato “le ultime ore di un condannato a morte”! La perfetta anima gemella della signora GemmaArdigò! «… e così abbiamo trovato il modo d’incontrarci qua a bordo, ma solo per parlare, commissario, mi creda, per parlare! E ora come faccio con mio marito che è così ossessivamente geloso?» «Suo marito conosce il signor Ghiro?» «No. Non l’ha mai incontrato.» In quel momento il telefono squillò. Collura sollevò il ricevitore, fece cenno alla signora di starsene zitta e ascoltare. «Professore Ardigò? Sono Collura, commissario di bordo. C’è stato un maledetto disguido. Ieri sera un’anziana signora amica di sua moglie, scendendo una scaletta, si è rotta il femore. Sua moglie, con generoso altruismo, ha voluto restarle accanto tutta la notte in infermeria ed è dall’infermeria che stiamo rispondendo alla sua telefonata. È colpa mia di non avere avvertito il centralinista e il mio vice Premuda… Le passo la signora.» E capitò il miracolo. La signora Gemma Ardigò gli sorrise. Poi pigliò il ricevitore, ascoltò. «Hanno svaligiato la casa? E vuoi la descrizione dei gioielli per la denunzia? Ora ci provo…» Cecè si allontanò discretamente. Aveva creato dal nulla un’anziana signora col femore rotto, un altro personaggio virtuale di quella crociera decisamente virtuale.

Intervista sul commissario Collura

a cura di Giovanni Capecchi



Nel 1998, il quotidiano «La Stampa» si rivolge a Camilleri proponendogli una collaborazione estiva. Nascono così gli otto racconti che hanno come protagonista il commissario di bordo Cecè Collura …


«La Stampa» mi aveva chiesto una serie di racconti, io ci pensai un po’ su e mi ricordai che ero stato a lungo indeciso sul nome da dare al commissario Montalbano quando era venuto fuori ne La forma dell’acqua.



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