Un buco nell’acqua. Nastri, appunti, si cancellavano tutti quando li toccavamo. I decodificatori del CCR masticavano e sputavano. Zip. Fi. Niente. Riprovammo a casa sua; un altro fiasco. Ma era ricca. Dieci anni prima, brevetti genetici sugli Alberi Bananacarne ©. Un mucchio di soldi. Controllammo i viaggi che aveva fatto. Cinque volte su Janus. Saltammo su un cargo a 3-g e abbattemmo la porta, con i laser pronti. Non c’era nessuno, ma una delle sue trappole stava friggendo. Tornammo con due grammi di carne mutata. L’avevamo nel riciclatore. Con i raggi X niente da fare, ma l’aprimmo comunque, e cosa credete che trovammo? Un miliardo e una informazione avvolta intorno alla sua spina dorsale! Mangia la morte, sporca genetica! Il Foro ti aspetta!». Gli agenti Crimcon lo sanno bene, il crimine non rende.


(Lettura per analfabeti)

Fotofumetti e nastri olografici acclusi.


Le prigioni non sono più quelle di un tempo. Avevo fatto qualche ricerca sull’argomento, allorché mi resi conto che il mio lavoro avrebbe potuto portarmi a vederne una dall’interno. Alcune prigioni della vecchia Terra erano piuttosto barbare.

La mia cella non era niente del genere. Era migliore dell’appartamento medio di un secondino. C’erano tre stanze, ben ammobiliate. Avevo un videofono, se non mi disturbava il fatto che un secondino ascoltasse quello che dicevo. Non lo usavo.

In comune con le vecchie prigioni, la cella aveva la caratteristica essenziale: non potevo aprirne la porta. Dietro di essa ce n’erano dozzine di altre, e per me tutte erano chiuse. In ogni stanza c’era una telecamera che seguiva i miei movimenti.

Mi trovavo nell’Istituto Terminale per i Nemici dell’Umanità, tre chilometri al di sotto di Tolomeo, nel Lato Vicino. Ero lì da poco più di un anno. C’erano voluti sei mesi per raccogliere prove contro di me. Il processo aveva richiesto pochi millesecondi di tempo di computer, un mattino, quando ancora non mi ero svegliata. Mi venne comunicata la sentenza — nessuna sorpresa — e la mia esecuzione venne fissata per il mattino seguente. Poi il mio avvocato ottenne un rinvio di sei mesi.



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