Non sono uno psicologo, per lo meno non di professione, ma pensai che forse mi sarebbe riuscito di tirar fuori da questi rapporti qualcosa di utile sulla psicologia di Lev Abalkin.

Continuando a dare un’occhiata al contenuto della cartella, avevo intanto scoperto dei documenti assai simili, pressoché uguali e per me assolutamente incomprensibili: dei fogli azzurri di carta spessa con la rifilatura verde e con inciso nell’angolo in alto a sinistra un emblema, raffigurante qualcosa di mezzo fra un drago cinese ed uno pterodattilo. Su ciascuno di questi fogli, con la calligrafia ampia che già conoscevo, c’era scritto, a volte con la stilografica, a volte con il pennarello, e una volta chissà perché con la matita a elettrodi da laboratorio: «Tristan 777». In basso c’era la data e questa firma senza senso. Per quanto si potesse giudicare dalle date, questi fogli erano stati inseriti nella cartella dall’anno 60, approssimativamente una volta ogni tre mesi, per cui costituivano circa un terzo della cartella.

E ancora ventidue pagine occupava la corrispondenza intrattenuta da Abalkin con i suoi capi. Questa corrispondenza mi portò a fare alcune riflessioni.

Nell’ottobre dell’anno 63 Abalkin inviò al COMCON-1 una lettera in cui esprimeva, seppur timidamente, le sue perplessità per non essere stato consultato a proposito dell’operazione “Testone nel Cosmo”, nonostante che l’operazione avesse avuto successo e promettesse ricche prospettive.

Non si sa che cosa gli venisse risposto, ma nel novembre di quello stesso anno, Abalkin inoltrò a Komov una disperata richiesta di riprendere l’operazione “Testone nel Cosmo” e contemporaneamente un’aspra lettera al COMCON, in cui protestava contro il suo, di Abalkin, invio ai corsi di riqualificazione. (Facciamo notare che tutto questo avveniva stranamente in forma scritta e non secondo la prassi usuale.)

Come risulta chiaro dagli avvenimenti successivi, questa corrispondenza non produsse alcun effetto, e Abalkin fu mandato a lavorare su Higanda. Tre anni dopo, nel novembre del 66, scrisse di nuovo al COMCON da Pandora e chiese di essere inviato su Sarakš, in modo da continuare il suo lavoro con i Testoni. Questa volta la sua richiesta venne accolta, ma solo in parte: lo mandano sì su Sarakš, ma non al Serpente Azzurro, bensì ad Honti, come militante clandestino degli unionisti.



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