Ernst-Julij Gorn, l’istruttore di Abalkin alla scuola dei Progressori, non era più fra i vivi. Nell’anno 72 era perito su Venere durante un’ascensione al picco di Strogoff.

Il medico Romuald Crasescu si era trasferito sul pianeta Lu ed era assolutamente irraggiungibile. Non avevo nemmeno mai sentito parlare di questo pianeta, ma siccome anche Crasescu era un Progressore, bisognava supporre che fosse un pianeta abitato. È curioso, però, che il vegliardo (centosedici anni!) avesse lasciato nel GSI il suo ultimo indirizzo privato, accompagnandolo con questo messaggio: «Mia nipote e suo marito saranno sempre lieti di ricevere a questo indirizzo i miei ex pazienti». Bisognava supporre che i pazienti continuassero a voler bene al loro vegliardo e che spesso lo andassero a trovare. Dovevo tener presente questa circostanza.

Con gli altri due ebbi maggior fortuna.

Sergej Pavlovič Fedoseev, l’insegnante di Abalkin, viveva e godeva buona salute sulle rive del lago Ajatskij, in una tenuta dall’eloquente nome «Le Zanzare». Anche lui aveva ormai più di cento anni, ed era, evidentemente, una persona o molto modesta o molto chiusa, perché non aveva comunicato niente altro che l’indirizzo. Tutti gli altri dati erano quelli ufficiali; terminato questo e quello, archeologo, insegnante. Tutto qui. Come si suol dire, tale padre… In tutto uguale al suo alunno Lev Abalkin. Ma, quando posi al GSI ulteriori domande, risultò che Sergej Pavlovič era autore di oltre trenta articoli di archeologia, aveva preso parte ad otto spedizioni archeologiche (nell’Asia del nord-ovest) e a tre congressi eurasiatici di insegnanti. Inoltre a casa sua, alle «Zanzare», aveva organizzato un museo privato di paleoliti degli Urali del nord di importanza regionale. Ecco che tipo di uomo era. Decisi di mettermi in contatto con lui al più presto.



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