
Anton e Vadim, i protagonisti di Tentativo difuga, accettano di prendere a bordo della loro astronave Saul, uno storico specialista della società del XX secolo. Si recano su un pianeta che si suppone disabitato e si ritrovano in un mondo che è in realtà un enorme campo di concentramento e in cui domina una tirannia di tipo medioevale. Vadim e Anton, cresciuti in una società comunista, sono indignati e rifiutano istintivamente ogni forma di male. Nonostante gli avvertimenti di Saul, desiderano porre rimedio alle cose, ma non riusciranno a concludere nulla, anzi, tutte le loro buone intenzioni si risolveranno in un fallimento o si ritorceranno contro coloro che volevano aiutare. Alla fine del racconto, Saul, lo specialista di storia, sparisce. Da un biglietto apprendiamo che si trattava in realtà di un ufficiale sovietico catturato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, e che in qualche modo è riuscito a scappare dal campo di concentramento in cui si trovava e si è rifugiato nel futuro. Il simbolismo evidente del “tentativo di fuga” di Saul illustra l’idea principale del racconto. Vari sono gli interrogativi che gli autori si pongono attraverso i loro personaggi. Il primo è il problema dell’intervento, che presenta per lo meno due aspetti: si può intervenire dall’esterno, pur con le migliori intenzioni, nella vita di una società? Tentativo di fuga, È difficile essere un dio e L’isola abitata sono romanzi interamente dedicati a questo problema. La risposta degli Strugackij è univoca: cambiare la storia dall’esterno equivale a spezzare la spina dorsale dell’umanità; un’ingerenza, armata o non violenta, è sempre un’aggressione e può condurre ad una catastrofe. Il secondo aspetto del problema (simbolizzato particolarmente in Tentativo di fuga) è: può una società, durante il suo sviluppo, bruciare le tappe, fare un salto nel futuro prima di aver terminato i compiti del passato? Anche a questa domanda gli autori rispondono negativamente. In tutte le loro opere essi affermano la necessità di uno sviluppo organico.
