
«Allora Ogion le disse: ‘Quando ti ho visto, ho visto la tua vera essenza. La donna che siede dirimpetto a me, dall’altra parte del focolare, è solo la veste da lei portata’.
«Ma lei scosse la testa e rise, e non volle dire altro che: ‘Oh, se solo fosse così semplice!’
«Perciò, dopo qualche tempo, Ogion fece ritorno a Re Albi. E quando mi raccontò la storia, mi disse: ‘Da quel giorno mi sono sempre chiesto se qualcuno, uomo o drago, sia andato più a ponente del tramonto del sole, e chi siamo noi, e quale sia la nostra forma completa’… Hai fame, Therru? C’è un buon posto per sedersi, mi sembra, alla prossima curva. Forse da lassù potremo vedere Porto Gont, ai piedi del monte. È una grande città, perfino più grande di Valmouth. Arrivate alla curva ci siederemo, e riposeremo un poco.»
Dalla curva della strada poterono davvero posare lo sguardo sul vasto pendio coperto di foreste e di pascoli, fino alla città e alla baia, e vedere gli scogli che custodivano l’ingresso della baia, e le barche sull’acqua nera, simili a schegge di legno o a insetti acquatici. Molto più avanti, sulla loro strada ma sovrastante, un’enorme rupe sporgeva dal fianco della montagna: il Grande Precipizio, su cui sorgeva il villaggio di Re Albi, che nella lingua del luogo significava il Nido del Falco.
Therru non si lamentò, ma quando Goha le disse: «Allora, possiamo andare?» la bambina, seduta tra la strada e gli abissi del cielo e del mare, scosse la testa. Al sole faceva caldo, e avevano percorso molta strada da quando avevano consumato la colazione nella piccola valle.
Goha cercò nella sacca le loro borracce, e bevvero di nuovo; poi Goha prese un sacchetto di uva passa e noci e lo diede alla bambina.
«Di qui possiamo cominciare a scorgere la nostra destinazione», disse, «e vorrei arrivare prima di sera, se possibile. Sono ansiosa di vedere Ogion. Sei stanca, ma non cammineremo troppo in fretta. E passeremo la notte laggiù, al sicuro e al caldo. Tieni il sacchetto, infilalo nella cintura. L’uva ti darà forza alle gambe. Vuoi anche tu un bastone, come quelli dei maghi, per camminare meglio?»
