Le loro carte e i loro rapporti arricchiranno gli archivi di Stato. Il Consiglio sta studiando i piani per un’emigrazione limitata di coltivatori e di manovali. Sono necessari pianificazioni e controlli per garantire la sicurezza e il benessere dell’intera comunità. Come ha dimostrato questa spedizione, noi ci troviamo in un angolo, in un rifugio sicuro di un mondo grande e sconosciuto. Noi che abbiamo vissuto più a lungo, che custodiamo i documenti dei primi anni della colonizzazione, sappiamo che i progetti avventati di dispersione possono minacciare la nostra sopravvivenza e che ci si deve affidare all’ordine e alla stretta collaborazione. Sono lieto di riferirvi che il Consiglio riceverà questi valorosi esploratori per porgere loro il saluto della città e accordare loro un’adeguata ricompensa per l’impresa.

Ci fu un silenzio, un silenzio diverso.

Poi parlò Vera; appariva fragile accanto a quel gruppo di uomini massicci, e la sua voce era lieve e chiara.

— Ringraziamo il rappresentante del Consiglio per il cortese invito.

Falco disse: — Il Consiglio attenderà gli esploratori fra tre giorni, per esaminare le carte e i rapporti. Di nuovo quel silenzio teso.

— Noi ringraziamo il consigliere Falco — disse Lev, — e decliniamo l’invito.

Un uomo più anziano lo tirò per il braccio, bisbigliando concitato; ci furono altri parlottii sommessi tra la gente sotto il portico, ma la folla assiepata davanti alla Casa delle Riunioni rimase muta e immobile.

— Dobbiamo prendere decisioni su molte cose — spiegò Vera a Falco, con voce abbastanza alta perché udissero, — prima di poter accettare l’invito del Consiglio.

— Le decisioni sono già state prese, senhora Adelson. Sono state prese dal Consiglio. A voi non resta che ubbidire. — Falco fece un inchino a Vera, alzò la mano per salutare la folla, e lasciò il portico, circondato dalle guardie. La gente si scostò per lasciarli passare.



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