
Una pallida forma delle dimensioni di un bidone per le immondizie attraversò sfrecciando la luce dei fari. Bodie premette il freno, ma la cosa era già sparita oltre la corsia.
Un animale doveva aver saltato il recinto.
Bodie si sentì rizzare i capelli in testa.
«Viene a cercarci», disse citando la sua frase preferita di La notte dei morti viventi. Poi tentò di sorridere.
Melanie si girò verso di lui. Il suo viso era una pallida chiazza ovale con macchie scure al posto degli occhi e delle labbra. «Era solo una battuta», disse lui. Lei non replicò. «Ti ricordi il vecchio Thriller? O forse era The Outer Limits. Una coppia era… Perché non parli?»
«Sono stata così cattiva con lui. Non ho mai smesso di rimproverarlo per… quanto è capitato alla mamma. So che non è stata colpa sua, ma lui era in casa. Se soltanto l’avesse sentita cadere… Se io fossi stata là, invece che al campeggio…»
«Chi ti ha mandato al campeggio?» s’informò Bodie.
«Loro, mamma e papà. Io non volevo andarci, ma loro hanno detto che sarebbe stata un’esperienza di vita. Pensavano che fossi troppo dipendente e introversa, che il campeggio mi avrebbe aiutato a maturare. Non avevo scuse per non andare. Capisco che non dovrei ritenermi responsabile dell’incidente capitato alla mamma. E neppure papà. Non è stata colpa sua né mia. Ma quello che si capisce e quello che si prova dentro non combaciano mai. Così, le cose non sono più andate bene fra me e papà, dopo la disgrazia. Ho tentato… Solo che non potevo perdonare né lui né me. Poi lui se n’è andato e si è risposato.»
«Subito?»
«No, io facevo il secondo anno di liceo. È stata la rottura definitiva. Voglio dire, lui sessant’anni e Joyce ventisei. Disgustoso. Non riuscivo a sopportarlo. Mi sono trasferita da mia sorella e ho vissuto con lei finché ho finito le superiori. Proprio non potevo…» La voce di Melanie tremava. «Ora è morto e io non…» Cominciò a piangere.
