Bodie decise di tenere per sé questa teoria.

In quel momento non aveva bisogno di ulteriori confusioni.

Lo scopriremo presto.

Più avanti vide delle luci, edifici, un’insegna della Shell appesa a un palo.

Bodie imboccò la corsia d’uscita, una strada stretta si snodava in direzione della stazione Shell, di fronte un’altra stazione con l’insegna luminosa Bargain Gas, un ristorante e una piatta costruzione dove spiccava un’insegna al neon: Bingo’s Bar and Grill.

Melanie si sporse dal sedile per guardare la lancetta della benzina. «Abbiamo ancora mezzo serbatoio», osservò.

«Meglio abbondare», disse Bodie.

«Dovrei telefonare, quando ci fermiamo», disse, ma non sembrava entusiasta.

Bodie si fermò accanto al self-service del distributore di benzina. Di fronte, in fondo allo spiazzo, c’erano un paio di telefoni pubblici. «Vuoi telefonare, mentre faccio il pieno?»

«Devo andare al gabinetto.»

Scesero dal furgone. Bodie si avvicinò alla pompa, staccò il boccaglio e abbassò la leva. Osservò Melanie. Lei camminava con la testa china, appariva depressa e vulnerabile. Non troppo diversa da come appariva solitamente, con quell’atteggiamento che faceva desiderare a Bodie di abbracciarla e consolarla. Il suo sguardo si soffermò sui pantaloni di fustagno che non nascondevano il movimento e le curve delle natiche. Immaginò di infilarle le mani nei pantaloni, di accarezzare la sua pelle morbida e liscia. Chissà se portava le mutandine.

Probabilmente quella sera le portava. Il sesso era l’ultima cosa che aveva in mente quando si era cambiata per il viaggio.

Lei sparì dietro l’angolo dell’edificio. Bodie svitò il tappo del serbatoio e vi inserì il beccuccio.



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