
Il medico legale della contea di Los Angeles sogghignò e annuì alle proprie osservazioni, che provocarono risatine e gemiti nel suo pubblico. Pen si guardò attorno. Il piccolo orientale, un incrocio fra Quincy e Charlie Chan, aveva incantato i suoi ascoltatori. Pendevano dalle sue labbra.
Era contenta di aver trovato finalmente il coraggio di venire a una di queste riunioni. Anche se finora aveva venduto solo un racconto, si sentiva orgogliosa di sedere fra tanti scrittori di libri gialli.
Gary Beatty si chinò sulla sua sedia sfiorandola con la spalla. Si levò il sigaro sottile dalla bocca. «Quell’uomo è un bravo oratore», decretò piegando il labbro come Sam Spade. «Peccato che non parli inglese.»
Gary era la prima persona che aveva conosciuto alla riunione. Era arrivata presto, aveva trovato da parcheggiare in una via laterale accanto al Circolo della Stampa e si era affrettata sotto la pioggia a raggiungere il bar del Circolo, si era appena seduta quando lui s’era arrampicato sullo sgabello vicino.
«Ciao, Allen», aveva salutato il barman.
«Gary, come va?» Allen, un orientale, parlava con una voce simile a quella di Paul McCartney. «Che cosa ti servo? Coors o Bud?»
«Facciamo una Coors.»
Allen finì di preparare la vodka-tonic di Pen e mise il bicchiere davanti alla ragazza. Pen fece per aprire la borsetta. Gary scosse la testa. «Offro io.»
«No, davvero…»
«A caval donato…»
«Be’…»
«Non mi costringa a usare le maniere forti, piccola. Potrebbe piacere a entrambi.»
Pen era rimasta con Gary, bevendo e chiacchierando, per una ventina di minuti. Poi lui l’aveva accompagnata nella sala delle riunioni.
«Questo dividerà gli uomini dalle donne», disse Gary, mentre si spegnevano le luci.
«Crede che farà vedere i corpi?» s’informò Pen.
