Se questo non è sufficiente, leggete qualcos’altro.

Se invece lo è, continuate a leggere. In catene, ho dettato que­ste parole al mio amico e scrivano. Venite con me. Basta che mi ascoltiate. Non lasciatemi solo.

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Lo vidi quando varcò la doppia porta d’ingresso. Alto, corpora­tura robusta, capelli e occhi castano scuro, pelle ancora piuttosto scura perché era buio quando lo avevo trasformato in un vampi­ro. Camminava un po’ troppo rapidamente, ma, nel complesso, poteva passare per un essere umano. Il mio amato David.

Mi trovavo sulla scalinata. Lo scalone d’onore, si potrebbe di­re. Era uno di quei vecchi alberghi opulenti, divinamente ecces­sivo, pieno di cremisi e oro, e piuttosto gradevole. Lo aveva scel­to la mia vittima. Non io. La mia vittima stava cenando con la fi­glia. E io gli avevo letto nel pensiero che era sempre lì che la in­contrava a New York, per il semplice motivo che la cattedrale di San Patrizio si trovava proprio di fronte.

David vide subito me, un giovane dall’atteggiamento rilassa­to, con lunghi capelli biondi, viso e mani color bronzo, i consueti occhiali da sole viola scuro, i capelli pettinati in modo decente, una volta tanto, e il corpo fasciato da un abito blu scuro doppio­petto di Brooks Brothers.

Non seppe trattenere un sorriso. Conosceva la mia vanità e di certo sapeva che, nei primi anni ’90 del XX secolo, la moda ita­liana aveva invaso il mercato con così tanti indumenti informi, flosci, voluminosi e sformati che il vestito più erotico e lusinghie­ro che un uomo potesse scegliere era il completo blu scuro e dal taglio impeccabile di Brooks Brothers.



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