
La casa era approssimativamente come lei se l’era aspettata, un’immensa costruzione stile finto Tudor sul lago Michigan a nord di Chicago. Il terreno era fortemente boschivo fra il cancello di entrata e la casa, aperto, invece, fra la casa e l’acqua ondeggiante. Chiazze di neve punteggiavano l’erba assopita. Il Biotech aveva lavorato con i Camden per quattro mesi, ma questa era la prima volta che Susan si recava a casa loro,
Mentre si incamminava verso l’edificio, un’altra automobile le si avvicinò alle spalle. No, un camioncino, che proseguì svoltando sul vialetto curvo in direzione di un’entrata di servizio sul lato della casa. Un uomo suonò al campanello della porta di servizio, un secondo cominciò a scaricare dal fondo del camioncino un recinto da gioco per bambini avvolto nella plastica. Bianco, con coniglietti rosa e gialli. Susan chiuse brevemente gli occhi.
Camden le aprì personalmente la porta. Lei riuscì a scorgere lo sforzo dell’uomo per non apparire preoccupato. — Non saresti dovuta venire fin qui, Susan; sarei venuto io in città!
— No, non volevo che lo facessi, Roger. C’è anche la signora Camden?
— È in salotto. — Camden la condusse in una grande sala con un caminetto in pietra. Mobilio stile casa di campagna inglese e stampe di cani o navi tutte appese quaranta centimetri troppo in alto: l’arredamento doveva essere stato appannaggio di Elizabeth Camden. La donna non si alzò dalla poltrona quando Susan entrò.
— Permettetemi di essere concisa e veloce — disse Susan. — Non voglio prolungare la cosa per voi più di quanto non sia necessario. Abbiamo tutti i risultati dei test di amniocentesi, ultrasuoni e Langston. Il feto sta bene e mostra uno sviluppo normale, per essere di due settimane; nessun problema con l’impianto sulla parete uterina. Ma è venuta fuori una complicazione.
