
E, in nessun caso, una qualsiasi modificazione genetica che fosse ereditaria. Nessuno voleva un altro fiasco come quello degli Insonni. Perfino i miei fiori "penili" erano sterili. Gli esseri umani modificati geneticamente, noi Muli, sono stati tutti creati individualmente, oggetti da collezione unici creati "in vitro". Così viene mantenuto l’ordine nel nostro mondo ordinato. Così afferma il giudice capo della Corte Suprema, Richard J. Milano, scrivendo la sentenza nella causa per LINBECKER CONTRO ENTE GOVERNATIVO PER IL CONTROLLO DEGLI STANDARD GENETICI. "L’umanità non deve essere alterata al di là della riconoscibilità, perché vorrebbe dire perdere ciò che significa essere umani. Due mani, una testa, due occhi, due gambe, un cuore funzionante, la necessità di respirare, mangiare e defecare, questa è l’umanità nella sua continuità. Noi siamo ’gli’ esseri umani."
O, in questo caso, "i" cani. Eppure ecco lì Stephanie, teoricamente una rappresentante della legge, in piedi sulla mia terrazza affiancata da una vivente violazione da galera della ECGS, dal pelo rosa. Katous aveva quattro adorabili orecchie rosa, diritte in modo identico, auricolari Rockettes. Aveva un simpatico codino da coniglio in pelo rosa. Aveva immensi occhi marroni, di una dimensione tre volte maggiore a qualsiasi occhio da cane che il giudice Milano avrebbe approvato, che gli conferivano uno sguardo languido e afflitto. Era talmente adorabile e dall’aria così vulnerabile che avevo voglia di prenderlo a calci.
— Ho sentito che David se n’è andato — disse Stephanie, chinandosi per dare da mangiare il biscotto all’anice a quell’ammasso di pelo tremante. Mi chiesi se Stephanie sapesse che katous era il termine arabo per "gatto". Certo che lo sapeva.
