
I coltivatori delle piante retro-annuali erano generalmente uomini robusti e seri, molto dediti all’introspezione e al preciso studio del calendario. Un contadino che dimentica di seminare i semi normali perde soltanto il raccolto, mentre chiunque si dimentichi di seminare i semi di una messe che è già stata raccolta dodici mesi prima rischia di turbare l’intero tessuto della causalità, per non parlare poi dell’estremo imbarazzo in cui si viene a trovare.
Un’altra cosa che risultava estremamente imbarazzante per la famiglia di Morty era che il figlio minore non fosse affatto molto serio, e che avesse più o meno lo stesso talento per l’agricoltura che si sarebbe potuto notare in una stella di mare morta. Non che fosse un incapace, ma possedeva quel genere di vaga e allegra incapacità che gli uomini seri imparavano presto a temere. C’era qualcosa di infettivo, forse perfino di letale, in essa. Era un ragazzo alto, dai capelli rossi e pieno di lentiggini, con il tipo di corpo che sembra essere soltanto marginalmente sotto il controllo del suo proprietario: sembrava essere stato costruito con "troppe" ginocchia.
In quel particolare giorno si stava scapicollando attraverso i campi dell’altopiano, agitando le braccia e gridando.
Il padre e lo zio lo guardavano con aria sconsolata dalle mura di pietra.
«Quello che non capisco» disse il padre, Lezek «è che gli uccelli non scappano nemmeno via. Io scapperei via se me lo vedessi arrivare addosso.»
«Eh. Il corpo umano è una cosa meravigliosa. Voglio dire, le sue gambe vanno un po’ dovunque ma riesce, nonostante tutto, a raggiungere una discreta velocità.»
Morty raggiunse il fondo di un solco. Un piccione ben rimpinzato barcollò via lentamente dal suo cammino.
«Ha senz’altro delle buone qualità, son sicuro» disse Lezek con grande cautela.
