«Svolgeremo tutti un po’ di datizzazione osservazionale,» disse Sarah, ancor più allarmata dal fatto che il dottor King si fosse appropriato del suo ufficio senza averglielo chiesto, tranne che con il brie.

Andò a cercare il suo assistente, che stava in ufficio a mangiare uno Snickers. «Voglio che tu scopra qualcosa sul dottor King,» gli disse.

«Come mai?»

«Perché una volta era allenatore di una squadra di basket femminile alle scuole medie. Forse possiamo gettare del fango addosso a lui e a una delle sue attaccanti del secondo anno.»

«Come fai a sapere che era un allenatore alle scuole medie?»

«Tutti i consulenti sono ex allenatori delle scuole medie. O insegnanti di studi sociali.» Guardò l’appunto con aria disgustata. «In cosa pensi che consista la datizzazione osservazionale?»


La datizzazione osservazionale consisteva nel vagare per i corridoi del palazzo di Scienze della Terra con un portablocco in mano ascoltando il dottor Albertson.

«Okay, quante ne avete?» il dottor Albertson stava dicendo alla classe. Indossava un grembiule da macellaio con in testa un cappellino di carta da fast-food e stava tagliando delle mele a metà, in quarti e in terzi con una mannaia, che non c’entrava nulla con la fauna impoverita, ma che aveva visto fare a Edward James in La forza della volontà. Ne era rimasto molto colpito.

«Sì, va bene,» stava dicendo con un accento ispanico, quando il dottor King apparve improvvisamente dal fondo della classe con il portablocco in mano.

«Ma la questione fondamentale qui è rilevantezza,» disse in tutta fretta il dottor Albertson. «In quale modo il depauperamento faunistico influenza le nostre vite al giorno d’oggi?»

Gli studenti sembravano sospettosi. Uno di loro incrociò protettivo le braccia intorno al libro come se pensasse che gli sarebbe stato richiesto di strappare via altre pagine.



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