
Gli studenti, che avevano sperato di rivendere i libri alla libreria universitaria per 32 dollari e 47 centesimi, non erano altrettanto convinti. Uno di loro chiese speranzoso: «Non potremmo semplicemente promettere di non leggerla?»
«Assolutamente no,» disse il dottor Albertson, staccando una manciata di pagine. «Su, strappatele.»
Gettò le pagine in un cestino metallico e lo tenne davanti a uno studente di marketing che stava furtivamente infilando in fondo al libro le pagine staccate con l’idea di venderlo come versione non definitiva. «Così va bene, tutte,» disse il dottor Albertson. «Ogni pagina antiquata e fuori moda.»
Qualcuno bussò alla porta. Passò il cestino allo studente di marketing e lasciò il massacro per andare ad aprirla. Era Sarah Wright con una busta quadrata.
«La preside tiene un ricevimento oggi pomeriggio,» disse. «Serve che ci sia tutto il dipartimento.»
«Dobbiamo strappare anche la pagina con il titolo?» chiese uno studente di psicologia.
«Il governo ha da poco tagliato i fondi di un altro 18 percento, e ho paura che proveranno a eliminare uno dei nostri posti.»
«Puoi contare sul mio aiuto al cento percento,» disse.
«Bene,» disse Sarah, tirando un sospiro di sollievo. «Finché rimaniamo uniti, possiamo farcela.»
Il dottor Albertson chiuse la porta dopo che se ne fu andata, dando un’occhiata all’orologio. Aveva programmato di mettersi in piedi sulla cattedra prima della fine della lezione, ma ormai non c’era più tempo. Doveva prepararsi per la coda ispiratrice.
«Ostracodi, diatomee, fusilinidi, ecco ciò per cui viviamo,» disse. «Carpe Diem! Cogliete il giorno!»
Lo studente di psicologia alzò la mano. «Mi presta lo scotch?» chiese. «Ho strappato per sbaglio i primi due capitoli.»
