
C’era del brie al ricevimento. E sherry, vol-au-vents di spinaci e un vassoio di fragole nelle quali erano infilati come spade degli stuzzicadenti provvisti di bandierina di cellophane. Sarah prese una fragola e fece un rapido censimento del dipartimento. Sembrava che ci fossero tutti tranne Robert, che probabilmente stava parcheggiando, e il dottor Othniel.
«Ti sei assicurato che Othniel abbia letto l’invito?» chiese all’assistente, che stava mangiando le fragole due alla volta.
«Sì,» disse Chuck con la bocca piena. «Eccolo là.» Indicò con il piattino una poltrona a schienale alto accanto al fuoco.
Sarah si avvicinò a controllare. Il dottor Othniel stava dormendo. Ritornò al tavolo e prese un’altra fragola. Si chiedeva quale fosse il dottor King. C’erano solo tre uomini che non conosceva. Due erano palesemente del Dipartimento di Fisica… stavano costruendo un reattore a fusione con una tazza di polistirolo espanso e parecchi di quei buffi stuzzicadenti. Il terzo era abbastanza simile a loro. Era alto e distinto e indossava una giacca di tweed con toppe sui gomiti, ma dopo pochi minuti scomparve in cucina per ritornare con un vassoio di patè di fegato e crackers.
Entrò Robert con la giacca in mano, ansimante. «Non sapete quello che mi è successo,» disse.
«Il Parcheggio ti ha fatto la multa,» disse Sarah. «Hai scoperto niente su questo dottor King?»
«È un consulente didattico,» disse Robert. «A cosa serve spendere ottanta dollari al semestre per un adesivo del parcheggio quando non c’è mai posto per posteggiare nelle aree autorizzate? Lo sai dove ho dovuto lasciare la macchina? Dietro allo stadio di football! È cinque isolati più lontano di casa mia!»
«Un consulente didattico?» disse Sarah. «Cosa ha in mente la preside?» Fissò pensosa la sua fragola. «Un consulente didattico…»
