Gea si proponeva di trascorrere i suoi ultimi anni studiando le infinite sfaccettature della specie umana. Ma sapeva che, per essere al sicuro, doveva rendersi indispensabile alla razza umana, e nello stesso tempo non doveva farsi monopolizzare da alcuna nazione.

Presto trovò il modo di farlo.

Si specializzò in miracoli.

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All’insegna del capriccio

La titanide uscì dalla nebbia al galoppo, come sbucata da un folle carosello. Prendete un centauro tradizionale, per metà cavallo e per metà uomo, e dipingetelo come un quadro di Mondrian, con righe bianche e riquadri rossi, blu e gialli: avrete un titanide. Era uno spaventevole quadro vivente, dalla cima degli occhi alla punta degli zoccoli, e correva come se avesse il diavolo alle calcagna.

Si avviò scalpitando lungo la strada del mare, tenendo le braccia dietro di sé, come la figurina di metallo sul cofano delle Rolls-Royce, e con una nuvola di vapore che le usciva dalle ampie narici. Era inseguita da una piccola folla, che correva su leggeri cittipedi e che la minacciava con pugni e bastoni. Al di sopra dell’una e degli altri, un elicottero della polizia continuava a lanciare ordini che nessuno poteva sentire perché erano sommersi dal rumore delle sirene.

Chris’fer Minor fece qualche passo indietro, verso il fondo del sottopassaggio in cui si era andato a nascondere al primo fischio delle sirene. Si tirò su il bavero, rimpiangendo di non essersi cercato un altro nascondiglio. La titanide si dirigeva certamente verso il forte, perché non aveva altra scelta: le uniche vie di fuga erano il ponte, protetto da un’alta rete, e la Baia.

E invece si diresse verso la Baia. Galoppando sull’asfalto sbreccato del parcheggio, giunse fino alla catena che segnalava la fine della terrazza, e la scavalcò con un balzo. Il salto fu di dimensione omerica. La titanide era bellissima nell’aria, e oltrepassò con leggerezza gli scogli e l’acqua bassa e schiumosa. E altrettanto enorme fu lo spruzzo. Rimasero a galla soltanto la testa e le spalle, ma poi emerse anche parte del torso, e a Chris’fer parve semplicemente di vedere una persona umana immersa nell’acqua fino alla cintola.



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