Era stato un ardente fanatismo a riunirli in quella piccola stanza, un legame più forte di un cavo di epoxene o di duralega… una causa per la quale ognuno di loro era pronto a dare la vita. Avevano una fede autentica e sapevano, senza ombra di dubbio, che la loro causa era giusta.

E, quando ne discutevano, parevano trasformarsi, scrollandosi di dosso i loro personaggi e le loro vite di tutti i giorni, come le lucertole si scrollano di dosso lembi di pelle vecchia. Sedevano uno di fronte all'altro, raggianti, convinti di partecipare ad una santa crociata. Ognuno di loro dava alla causa un apporto diverso. L'uomo che stava parlando contribuiva con il denaro. Un'altra donna portava intelligenza e forza fisica. L'uomo seduto accanto a lei, invece, la sua naturale scaltrezza. Pur condividendo la stessa passione, quei sei individui si completavano a vicenda.

Erano i capi di un gruppo in continua crescita, scelti dai loro compagni per prendere le decisioni più dure, per determinare gli obiettivi e i metodi d'azione.

L'uomo che parlava in quel momento era conosciuto dai suoi compagni con il nome di Spider e questa era un'accurata descrizione della sua mente, anche se non del suo aspetto fisico. Quando parlava della causa, non aveva più un'aria così affabile, gli occhi sembravano schizzargli dalle orbite e la bocca si piegava in una smorfia priva di allegria.

Nessuno di loro conosceva il vero nome degli altri: era una questione di sicurezza. Si erano dati nomi come Flora, Lizard, Ormega, soprannomi presi dai mondi vergini alla cui salvezza si erano dedicati. L'ecologia era il loro credo, ed essi la veneravano senza esitazioni o remore. Avevano creato relazioni contro natura per meglio mantenere quelle naturali tra le varie specie. Relazioni che la civiltà del Commonwealth si era impegnata a distruggere. Questo, almeno, era quello che essi pensavano.



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