Non erano i soli ad avere quella convinzione, ma erano i soli ad usare quei metodi. Dal regno della ragione erano passati a quello della religione, dove i non credenti erano semplicemente eretici che andavano fermati con qualunque mezzo. Per anni erano rimasti nascosti nell'ombra, prendendo tempo, raccogliendo le forze, sperimentando i limiti della loro organizzazione con piccole azioni qui, minuscoli sondaggi là. Il sabotaggio di un impianto chimico, l'improvviso e inspiegabile ritardo nella costruzione di uno spazioporto, un certo numero di voti di importanza cruciale influenzati dal denaro, dalla persuasione e a volte dal ricatto: tutto nel nome della Causa. Ad ogni nuovo successo, ad ogni piccolo risultato, la loro fiducia era aumentata, guadagnando loro nuovi adepti.

Almeno fino ad ora. L'organizzazione era cresciuta, diventando qualcosa di più che una semplice seccatura: era stata ufficialmente definita un “problema”, anche se ancora di importanza minore. Uscire maggiormente allo scoperto significava essere sottoposti ad un più attento vaglio da parte delle autorità, significava maggiore difficoltà nel reclutamento di nuovi membri. Non predicavano più a gente già convertita; l'organizzazione, infatti, aveva raggiunto il suo tetto: poteva crollare su se stessa, limitarsi a ristagnare, oppure compiere finalmente il grande balzo. Era giunto il tempo di trasformarsi da causa a movimento attivo.

E compiere quella metamorfosi significava annunciarsi pubblicamente a tutto il Commonwealth. Significava dichiararsi in modo da non poter più venire ignorati, mostrando fino a che punto erano pronti a spingersi per sostenere la loro fede. Era finalmente giunto il momento del grande sforzo, dell'azione clamorosa che avrebbe garantito loro il riconoscimento universale che avevano sempre evitato ma che ora esigevano. Era giunto il tempo di una dimostrazione su vasta scala, tale da portare sotto le loro bandiere il doppio, il triplo del solito gregge di indecisi e titubanti.



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