
John Varley
Opzioni
John Varley, come Bishop, è uno degli autori più validi prodotti dalla sf negli ultimi anni. Varley, in effetti, è uno di quegli scrittori che fanno epoca, che danno una svolta all’evoluzione dei generi: un autore dotato delle necessarie conoscenze stilistiche e della rara abilità di estrapolare in tutti i campi dello scibile, nonché di una matura capacità d’esame della psicologia dei personaggi. In questa storia e nella successiva, ambientate entrambe nello stesso mondo (una colonia sublunare che ritorna spesso nelle sue opere), Varley tratta due temi di grossa attualità: le possibilità di manipolazione umana e di cambiare sesso a piacimento, e le possibilità di coesistenza tra diversi tipi di concepire la vita.
Cleo odiava la colazione.
Alla mattina il suo livello di energie era bassissimo, al contrario di quello dei bambini. C’erano sempre problemi relativi alla scuola, qualcosa da sbrigare all’ultimo momento, discussioni da affrontare.
Quella mattina Lilli si era rovesciata in grembo una scodella di cereali. Cleo non se n’era neppure accorta; la sua attenzione si era rivolta per un attimo a Feather, la più piccola.
E naturalmente il guaio era capitato dopo che Lilli era già vestita.
— Mamma, questo era il mio ultimo completino.
— Se avessi un po’ più di riguardo, forse potrebbero resistere più di tre giorni, e se tu non… — Si interruppe prima di perdere la pazienza. — Lévatelo, e va’ a scuola così come sei.
— Ma mamma, nessuno va a scuola nudo. Nessuno. Dammi dei soldi e mi fermerò al negozio a…
Cleo alzò la voce, una cosa che cercava sempre di evitare: — Piccola, so che nella tua scuola ci sono dei bambini i cui genitori non hanno la minima possibilità di comprare dei vestiti.
— Sì, ma i bambini poveri non…
— Adesso basta. Sei già in ritardo. Muoviti.
