Questi individui tendevano a sposarsi con altri che avevano subito lo stesso trattamento. Si dividevano equamente la gravidanza, preferendo ciascuno dare alla luce un solo bambino. L’autore osservava questa tendenza con allarmismo, poiché si scontrava con la tradizione socialmente approvata di creare famiglie numerose. I changer, come venivano chiamati, sostenevano che quel tempo era passato, asserendo che Luna era stata conquistata molto tempo fa. Presentavano delle statistiche le quali indicavano che ai ritmi attuali di espansione, la popolazione di Luna avrebbe raggiunto il miliardo di individui in un tempo sorprendentemente breve.

Seguivano interviste ad alcuni changer e rilievi psicologici. Cleo lesse che i principali fruitori della nuova tecnologia erano stati i maschi, e la loro decisione era da attribuire a ragioni sessuali, e che spesso il cambiamento di sesso era stato permanente. Al giorno d’oggi c’era qualche probabilità in più che il changer fosse nato femmina e che venisse indotto al cambiamento da motivi sociali, il più comune dei quali era l’onere della gravidanza. Ma l’attuale changer non si attribuiva alcun ruolo. In un individuo, l’intervallo medio tra un cambiamento e l’altro era di due anni, e diminuiva rapidamente.

Cleo lesse l’articolo per intero, poi pensò di utilizzare i riferimenti bibliografici che recava alla fine. Non c’era nulla di veramente nuovo. Lei si era accorta di quel fenomeno, senza rifletterci molto. L’idea non l’aveva mai interessata e Jules era contrario. Ma per qualche ragione, quella mattina, l’aveva pungolata.

Feather si era addormentata. Cleo, con cautela, rimboccò la coperta attorno al viso della bambina, asciugandosi le tracce di latte dal seno. Ripiegò il notiziario e lo ritirò in borsa, quindi appoggiò il mento nel palmo della mano e guardò fuori dal finestrino per il resto del viaggio.



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