
«Voi, invece, siete una persona relativamente poco appariscente; siete in vacanza, e lo sarete ancora per un anno; nessuno si accorgerà della vostra assenza… almeno, così la penseranno i misteriosi trafficanti, secondo noi. È per questo che abbiamo adottato tante precauzioni nel preparare questo incontro.»
«Ma voi dovete farmi conoscere in qualche modo» gli aveva fatto notare Ken «altrimenti i trafficanti non verranno mai a sapere della mia esistenza.»
«La cosa è fattibile… anzi, abbiamo già cominciato a farla. Spero che ci perdonerete questa nostra iniziativa; ma l’impegno è molto importante. Negli ambienti di coloro che hanno dei conti in sospeso con la giustizia si è già diffusa la voce che siete stato voi a fabbricare la bomba che ha distrutto l’impianto di Storni. Possiamo darvi un’invidiabile reputazione in questo senso…»
«Reputazione che in futuro mi impedirà di procurarmi un lavoro onesto, per tutto il resto della mia vita.»
«Reputazione che non giungerà mai a conoscenza dei vostri attuali datori di lavoro, né di altre persone rispettabili, a eccezione delle forze di polizia.»
Ken non aveva ancora capito bene il motivo che lo aveva spinto ad accettare. Forse perché il mestiere di poliziotto conservava ancora un po di fascino, almeno per il suo subcosciente, anche se al giorno d’oggi consisteva soprattutto in un lavoro di laboratorio. La missione che gli aveva proposto Rade sembrava un’eccezione… ma lo era veramente? Come Rade si aspettava, lui era stato contattato da qualcuno: un individuo di pochissime parole, che gli aveva detto di agire per conto di una società commerciale. L’intesa pareva molto semplice: lui doveva mettere a disposizione dei suoi misteriosi datori di lavoro le proprie conoscenze scientifiche. Forse si sarebbero limitati a piazzarlo in un laboratorio, a dargli tutti i dati di un problema di produzione, e a chiedergli di risolverlo. In questo caso si sarebbe trovato presto disoccupato, e sarebbe stato fortunato se fosse potuto ritornare da Rade per comunicargli il suo insuccesso.
