
Da quel momento la Llanvabon fu una nave che si trovò ad affrontare due distinte imprese nello stesso tempo. La nave era giunta dalla Terra per compiere osservazioni a distanza ravvicinata sul membro più piccolo della stella doppia che si trovava al centro della nebulosa. La nebulosa stessa era il risultato della più titanica esplosione della quale l’uomo avesse conoscenza. L’esplosione aveva avuto luogo in un certo periodo dell’anno 2946 a.C, prima che la più antica delle sette successive città di Troia, da tempo scomparse, fosse anche soltanto immaginata. La luce di quella esplosione aveva raggiunto la Terra nell’anno 1054 d.C, ed era stata doverosamente registrata negli annali ecclesiastici, e in un modo un po’ più attendibile dagli astronomi cinesi di corte. Divenne eccezionalmente luminosa, al punto da esser visibile alla luce del giorno per ventitré giorni di seguito. La sua luce… distava quattromila anni-luce… aveva superato, in luminosità apparente, quella di Venere.
Da tutto ciò, novecento anni più tardi gli astronomi erano stati in grado di calcolare la violenza dell’esplosione. La materia sparata via dal centro dell’esplosione aveva viaggiato verso l’esterno a una velocità di due milioni e trecento miglia all’ora, più di trentottomila miglia al minuto, qualcosa di più di seicentotrentotto miglia al secondo.
