
«Punto morto, signore», disse poco dopo: «Niente da riferire che il videotrasmettitore non abbia già mostrato».
Fu a questo punto che cominciò a percepire le vibrazioni attraverso la tuta, che si fecero sempre più forti. Una sezione della sfera metallica si aprì, scivolando di lato. Tommy si sporse a guardar dentro, aspettandosi di vederne uscire i primi alieni civilizzati incontrati dall’uomo.
Ma ciò che vide fu soltanto una piastra piatta sulla quale un bagliore rosso cupo strisciava qua e là apparentemente senza uno scopo. Dagli auricolari del casco uscì un’esclamazione di sorpresa. La voce del comandante.
«Molto bene, signor Dort. Piazzi il suo videotrasmettitore davanti a quella piastra. Hanno sganciato lì fuori un congegno automatico con una visipiastra all’infrarosso, per comunicare con noi senza rischiare nessuno dei loro. Qualunque reazione violenta da parte nostra danneggerebbe soltanto una macchina. Forse si aspettano che lo portiamo a bordo… e potrebbe anche essere una bomba da far esplodere nel preciso momento in cui s’inizierà il loro viaggio di ritorno a casa. Bene, manderò anch’io una visipiastra da piazzare davanti alla loro. Lei torni a bordo».
«Sissignore», rispose Tommy. «Ma da che parte sta la Llanvabon, signore?»
Non c’erano costellazioni: la nebulosa le oscurava tutte con la sua luminosità diffusa. L’unica cosa visibile oltre al robot sferico era la stella doppia al centro della nube. Tommy non riusciva più a orientarsi. Ma gli restava ancora quel punto di riferimento.
«Si allontani in direzione opposta a quella della stella doppia», gli giunse l’ordine attraverso gli auricolari del casco. «Ci penseremo noi a raccoglierla».
Poco dopo gli passò accanto un solitario oggetto opaco, diretto verso la sfera aliena, anch’esso con una videopiastra da mettere in posizione.
