
Tommy Dort disse, pensieroso: «Siamo diretti dentro una fossa, signore?»
Il comandante studiò le due ultime lastre prese da Tommy, poi le mise da parte. Tornò a contemplare con un certo disagio le visipiastre anteriori. La Llanvabon stava decelerando al massimo. Si trovava a solo mezzo anno-luce dalla nebulosa. Il lavoro di Tom si era prolungato per tutta la rotta di avvicinamento della nave, e adesso era finito. Durante tutta la permanenza della nave esploratrice all’interno della nebulosa, Tommy Dort avrebbe oziato. Ma fino a quel momento si era più che pagato il viaggio.
Aveva appena completato la registrazione fotografica del movimento d’espansione d’una nebulosa durante un periodo di quattromila anni… una registrazione eseguita da una sola persona, sempre con la stessa apparecchiatura e lo stesso controllo delle esposizioni per individuare e registrare qualunque errore sistematico — un primato davvero unico. In sé questo era già un successo che valeva il viaggio dalla Terra. Ma Tommy Dort in aggiunta aveva anche registrato quattromila anni di storia d’una stella doppia, e altresì quattromila anni di storia d’una stella nell’atto di degenerare in una nana bianca.
Non che Tommy Dort avesse un’età di quattromila anni. In realtà, aveva da poco oltrepassato la ventina. Ma la Nebulosa del Granchio si trova a quattromila anni-luce dalla Terra, e le ultime due fotografie erano state prese ad una luce che non avrebbe raggiunto la Terra fino al sesto millennio d.C. Lungo tutto il percorso — a velocità che erano multipli incredibili della velocità della luce — Tommy Dort aveva fissato sulle sue lastre ogni aspetto della nebulosa, con la luce che l’aveva lasciata a partire da quaranta secoli prima, fino a sei mesi prima.
