
In passato ho vinto sia il più importane riconoscimento degli Stati Uniti per la fantascienza, il premio Nebula, che quello canadese per il giallo, il premio Arthur Ellis, così credo di sapere qualcosa di entrambi i generi. Volevo scrivere un libro che attraesse sia gli amanti del giallo sia quelli di fantascienza. Inoltre sono un grande appassionato di storie giudiziarie: il mio romanzo preferito è Il buio oltre la siepe, di Harper Lee, la pièce che amo di più è Inherit the Wind di Jerome Laurence e Robert E. Lee (che nel 1960 venne trasposto nel film E l'uomo creò Satana per la regia di Stanley Kramer); uno dei miei film preferiti è l'originale Il pianeta delle scimmie, in cui vi sono, se ci si pensa bene, alcuni grandi momenti in aula.
Ma non sopporto i libri, i drammi o i film che sperperano tre quarti della loro lunghezza solo per impostare il momento del processo. Nel mio romanzo ho davvero cercato di dedicare il fulcro della storia ai fuochi pirotecnici dell'aula del tribunale.
Vi auguro buon divertimento.
Robert J. Sawyer
1
Il tenente di vascello fece capolino con la testa rasata nel quadrato ufficiali della portaerei. «Ci vorranno altre due ore, signori. Dovreste proprio dormire un po'.»
Francis Nobilio, un uomo sulla cinquantina, basso, con i capelli mossi metà castani e metà grigi, stava seduto su una poltrona imbottita con il telaio di metallo. Indossava un completo a due pezzi blu scuro e una camicia azzurrina. La cravatta era sciolta e gli pendeva intorno al collo. «Quali sono le ultime notizie?» disse.
«Come previsto, signore, un sottomarino russo arriverà prima di noi sul posto. E una nave da crociera brasiliana ha cambiato rotta per dare un'occhiata.»
