Smathers stava arrossendo. «Be', sì, allora l'ho detto, ma…»

«Ma ora che stiamo andando a incontrare veramente gli alieni,» disse Clete chiaramente divertito «non sei più così sicuro.»

«Be',» disse Smathers «il somatoplasma umano in realtà potrebbe rappresentare un ideale per una forma di vita intelligente. A cominciare dagli organi dei sensi: due occhi sono molto meglio di uno, perché danno una visione stereoscopica — ma un terzo occhio difficilmente aggiunge valore agli altri due. Allo stesso modo due orecchie consentono un udito stereofonico e naturalmente saranno sui lati opposti del corpo, per offrire la migliore separazione possibile. Si può percorrere il corpo umano da capo a piedi e dimostrare perché ogni sua parte è l'ideale. Quando quella nave spaziale si aprirà, sì, resto fedele alla mia convinzione che probabilmente vedremo degli umanoidi.»

Il Clete in televisione si mostrò assolutamente risentito. Quello che stava seduto accanto a Frank a bordo della Kitty Hawk scosse la testa. «Packerwood Smathers» disse sottovoce.

«È una sciocchezza, Woody» disse il Calhoun in TV. «Nella nostra forma non c'è niente di ottimizzato — c'è ottimizzazione quando si ha in mente uno scopo finale programmato, e non ce n'era nessuno. L'evoluzione sfrutta ciò che trova a portata di mano, tutto qui. Lo sai, cinquecento milioni di anni fa, durante l'esplosione cambriana, decine di somatoplasmi diversi apparvero simultaneamente nei fossili. Quello che ci ha dato origine — il progenitore dei vertebrati moderni — non era migliore degli altri; è stato semplicemente fortunato, nient'altro. Se ne fosse sopravvissuto uno diverso, niente su questo pianeta sarebbe come è oggi. No, io scommetto che lì dentro ci sono creature che non somigliano a niente di tutto ciò che abbiamo visto finora.»



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