
Carr decise che ciò che non andava in lui doveva essere il fatto che era portato a considerare la gente soltanto come postulanti dell’Agenzia Generale di Collocamento. Doveva essere quella la spiegazione del suo attacco di nervi di quel pomeriggio. Aveva pensato talmente a lungo alla gente come a mero materiale umano grezzo, come a qualcosa che si accompagnava ai moduli delle domande e che sarebbe stato assai più comodo se fossero stati spediti inscatolati… gli era stato inculcato quell’atteggiamento per tanto di quel tempo, un noioso mese dopo l’altro, che adesso la gente si stava vendicando di lui comportandosi in modo rigido nei suoi confronti come se lui non esistesse.
Carr ridacchiò. La psicosi dell’uomo basso e grasso era insolita. Aveva letto di casi in cui i pazzi si comportavano in quello stesso modo più e più volte, con la più grande insensatezza, arrivando perfino a complicati intermezzi drammatici completi di parole e gesti. Ma ci sarebbe stato da pensare che simili intermezzi si sarebbero focalizzati intorno a qualche situazione dalle caratteristiche ben più tragiche d’una semplice domanda di lavoro. Comunque, se ci pensavate bene, quale situazione aveva maggiori potenzialità tragiche del tentativo di trovare un posto di lavoro?
Carr giunse a Michigan Boulevard. La parete di spazio vuoto sul lato opposto alla muraglia degli edifici che costeggiavano il lato su cui era lui, gli risollevò lo spirito. Una frangia d’alberi inquieti accennava alla presenza del lago, appena più oltre. L’Istituto d’Arte tracciava un disegno classico contro il cielo plumbeo. Qui l’aria pareva trattenere ancora una traccia della frescura della pioggia di quel mattino. Carr cominciò a pensare a Marcia, quando girò verso nord con passo rapido e spigliato, ma dopo un po’ la sua attenzione venne deviata verso un omettino che camminava a poca distanza davanti a lui, con passo ugualmente rapido. Le gambe di Carr erano considerevolmente più lunghe, ma l’ometto aveva un caratteristico modo di saltellare a ogni passo. I suoi movimenti davano l’impressione di qualcosa di elusivo; procedeva costantemente a zig zag, cercando i varchi tra la folla. I suoi capelli scuri erano lunghi e scarmigliati.
