
Forse per la prima volta nella storia erano forti e interessanti quanto gli uomini.
E quella era la gente comune americana. Non soltanto i ricchi, che hanno sempre raggiunto una certa androginia, una certa joie de vivre che in passato i rivoluzionari del ceto medio chiamavano decadentismo.
La vecchia sensualità aristocratica era patrimonio di tutti. Era indissolubile dalle promesse della rivoluzione del ceto medio, e tutti avevano diritto all’amore e al lusso e alle cose belle.
I grandi magazzini erano diventati palazzi dallo splendore orientale… merci esposte tra moquette dalle tinte delicate, musica suggestiva, luci ambrate. Nei drugstore aperti tutta la notte, le bottiglie di shampoo viola e verde brillavano come gemme sugli scintillanti ripiani di vetro. Le cameriere si recavano al lavoro al volante di automobili con i sedili in pelle. Gli scaricatori di porto tornavano a casa la sera e si facevano una nuotata nelle piscine riscaldate del giardino. Le donne delle pulizie e gli idraulici, al termine del lavoro, indossavano indumenti confezionati d’ottimo taglio.
La miseria e il sudiciume che erano stati tanto comuni nelle grandi città della terra fin dai tempi più remoti erano stati cancellati quasi completamente.
Non si vedevano gli immigrati che stramazzavano nei vicoli, uccisi dalla fame. Non c’erano slums dove dormivano otto o dieci persone per stanza. Nessuno buttava i rifiuti per le strade. I mendicanti, gli invalidi, gli orfani, i malati incurabili erano diventati così poco numerosi che non costituivano più una presenza nelle vie immacolate.
