“Fra di loro” si chiese “non ce n’è nemmeno una che si ricordi di me? Se ‘ricordare’ è il termine esatto. Sto parlando come se fosse trascorsa un’infinità di tempo, come se fossi un vecchio, una celebrità tramontata che vive di ricordi. E non è questo che sta accadendo.”

Tornato al telefono, cercò il numero dell’anagrafe centrale dello Iowa. Con diverse monete d’oro, dopo una lunga attesa, riuscì finalmente ad avere la comunicazione.

— Mi chiamo Jason Taverner — disse all’impiegato. — Sono nato a Chicago, al Memorial Hospital, il 16 dicembre 19 46. Vuole per favore darmi conferma e preparare una copia del mio certificato di nascita? Mi serve per una domanda di lavoro.

— Sì, signore. — L’impiegato lo lasciò in linea. Jason aspettò.

— Il signor Jason Taverner, nato il 16 dicembre 19 46 nella contea di Cook?

— Sì.

— Qui non risulta nulla per quella persona, in quella data e in quel luogo. È assolutamente sicuro dei dati, signore?

— Mi sta chiedendo se so come mi chiamo e dove e quando sono nato? — La voce sfuggì di nuovo al suo controllo, ma questa volta si lasciò andare. Stava annegando nel panico. — Grazie. — Riappese. Adesso tremava visibilmente. Nel corpo e nella mente.

“lo non esisto” si disse. “Non c’è nessun Jason Taverner. Non c’è mai stato ne mai ci sarà. Al diavolo la carriera. Voglio semplicemente vivere. Se qualcuno o qualcosa vuole fregarmi la carriera, okay, faccia pure. Ma non mi si permette nemmeno di esistere? Non sono mai nato?”

Qualcosa gli si mosse nel petto. Terrorizzato, pensò: “Non hanno estratto del tutto i tubi di suzione Ce n’è ancora qualcuno che cresce e si nutre dentro di me. Quella maledetta senza alcun talento. Spero che finisca a battere per due dollari a botta.



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