"Sì, sì... poi però rimetti a posto e togli le pieghe dalla coperta. E la prossima volta a fare le riunioni vai in cantina, come facevano i Carbonari. Ciao, ragazze" ed esce un po infastidita.

"Insomma, dicevi da Antica Roma. Ecco perché me la proponesti dicendo che ci si stava bene! L'avevi sperimentata!"

"E certo! Insomma andammo lì verso le cinque del pomeriggio e lui aveva preparato tutto alla perfezione."

"Ma non devi essere maggiorenne per prendere una

camera?"c. .. , n

"Boh, non lo so, ma lui giocava a calcio col figlio della

padrona che gli fece il favore." "Ah."


"Fu bellissimo. All'inizio avevo un po paura e anche Giò, perché era la prima volta anche per lui e ci muovevamo un po goffi. Ma alla fine fu tutto molto naturale... Dormimmo lì, non ci venne neanche fame per la cena. Fu quella volta, Olly, che dissi che ero rimasta da te per via dell'assemblea, ti ricordi? La mattina dopo facemmo una megacolazione e all'una tornai a casa. I miei non sospettarono nulla. Stavo bene. Ti senti leggera, dopo, anche un po grande e ti sembra di non poterlo lasciare più..."

"Eh sì, non vuoi proprio lasciarlo più..." sghignazza Olly e Diletta le tira una botta. "Ahia! Ma che ho detto?"

"Sempre doppi sensi."

"Macché, io vado a senso unico, è quello il fatto! E tu, Niki?! Con Fabio, no? A tempo di rap?"

"Be, sì... con lui e col rap, in effetti. A casa sua, che i suoi erano in vacanza. Dieci mesi fa, un sabato sera dopo un suo concerto in un locale in centro. Era eccitatissimo per la serata andata bene e perché c'ero io. Anche lui aveva preparato tutto per me... Il salotto illuminato con luci calde e soffuse. Due bicchieri di champagne. Tra l'altro non lo avevo mai nemmeno bevuto... buonissimo. In sottofondo i suoi ultimi pezzi. Per lui comunque non era la prima volta e si vedeva. Si muoveva sicuro ma mi fece sentire a mio agio, protetta. Mi disse che ero come una chitarra bellissima da suonare senza bisogno di accordature e dall'armonia perfetta..."



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