Olly la guarda. "Che fortuna! La solita culona!"

"Sì, infatti guarda com'è finita!"

"Ma che c'entra, la prima volta mica te la ruba nessuno!"

Poi d'improvviso silenzio. Diletta stringe più forte il cuscino. Le Onde la guardano ma senza fissarla troppo. Indecise e divise tra scherzare e fare le serie. È lei a toglierle dall'imbarazzo.

"Io no. Non l'ho mai fatto. Aspetto la persona che mi faccia sentire tre metri sopra il cielo, come quello della scritta. Anche quattro. O cinque. O sei metri. Non mi va che sia a caso e neanche che poi ci lasciamo."

"Ma che c'entra, mica puoi sapere come va dopo... l'importante è amarsi e basta, no? Senza ipotecare il futuro."


"Che frasona, Erica!"

"Ma è vero, scusa. Diletta deve buttarsi, non sa che si perde e non per come la intende Olly!"

"No, no, anche per quello!"

"Diletta, devi lasciarti andare. Ma lo sai quanti ragazzi ti ven gono dietro?! Un casino!"

"Un fiume!"

"Una squadra di rugby!"

"Una marea tanto per rimanere in tema con noi Onde!"

"Sentite, a me ne basterebbe uno solo, ma giusto per me..."

"Io uno giusto per te ce l'ho!"

"Chi?"

"Un bel cono gelato al cocco! Dai andiamo, Onde!"

"Ho un'idea migliore... Qualcuno di voi non l'ha ancora provato."

"Ma cosa?!"

"Non quello che pensate... Grande novità... Seguitemi!" Olly si butta giù dal letto ed esce dalla camera. Niki, Erica e Diletta la guardano e scuotono la testa. Poi la seguono, lasciando naturalmente la coperta piena di pieghe.


Quattro


Le luci della città sono deboli. Quando non sei di buon umore tutto sembra diverso, assume altre atmosfere. Colori, luci e ombre, un sorriso che non prende, che non attacca. Alessandro guida lentamente. Villaggio Olimpico, piazza Euclide, un giro intero, poi corso Francia. Si guarda attorno. Uno sguardo al ponte. Ma guarda 'sti coglioni. È pieno di scritte. Sporcarlo così. Guarda quella poi... "Patata ti amo." In nome di che? In nome dell'amore... L'amore. Chiedete a Elena notizie del signor Amore. Ehi, mister Amore, dove cazzo sei finito?



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