Ora la sua missione e la sua importanza erano conosciute in tutta la Galassia.

Era stato un tempo un ribelle accanito, adesso era il piu leale dei suoi sudditi.

Eppure la sua fedelta non derivava dai benefici ricevuti, ne dalla gratitudine, ma solamente dall'esser stato artificiosamente convertito.

Il Mulo si rendeva conto perfettamente del forte, inalterabile sentimento che gli aveva imposto cinque anni prima.

Ma al di sotto di esso poteva sentire ancora le tracce della testarda individualita di quell'uomo: la sua intolleranza al servilismo e il suo idealismo.

Pero non erano piu che tracce.

La porta dietro di lui si apri; il Mulo si giro.

La trasparenza del muro s'offusco poco a poco fino a diventare del tutto opaca, e all'interno della stanza si accesero le luci.

Pritcher sedette dove gli venne indicato.

Non si inchino ne si inginocchio.

Non esisteva un cerimoniale particolare nelle udienze private con il Mulo.

Il Mulo era soltanto il Primo Cittadino.

Ci si rivolgeva a lui chiamandolo "signore": questo era l'unico riguardo.

Ci si poteva sedere in sua presenza, e gli si potevano persino volgere le spalle se capitava l'occasione.

Per Han Pritcher questi erano tutti segni della sicurezza e della fiducia in se stesso di quell'uomo, e ne era sinceramente soddisfatto.

– Il vostro rapporto – disse il Mulo, – mi e pervenuto ieri.

Non posso negare di averlo trovato alquanto deprimente.

Pritcher.

Il generale corrugo la fronte. – E' vero, ma non vedo a quali altre conclusioni sarei potuto arrivare.

Non credo che esista una Seconda Fondazione, signore.

Il Mulo penso per un istante, poi scosse lentamente la testa, come spesso era solito fare. – C'e la prova di Ebling Mis.

Quell'affermazione non era nuova.



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