
Ma anche in quell'atmosfera di prosperita e di ricchezza non era riuscito a trovare la pace.
I suoi sudditi lo temevano e gli obbedivano, forse lo ammiravano, ma sempre a distanza.
Ma chi l'avrebbe potuto guardare senza disprezzo? Solo coloro che lui aveva convertito.
E che valore poteva avere la loro lealta artificiale? Avrebbe potuto assumere titoli, creare un rituale elaborato, ma anche cosi non sarebbe cambiato nulla.
Meglio, o forse, meno peggio, essere semplicemente il Primo Cittadino, e tenersi nascosto.
Avverti improvvisamente dentro di se un potente e incontrollabile desiderio di ribellione.
Nessuna porzione di Galassia doveva essergli negata.
Da cinque anni ormai era rimasto sepolto nel silenzioso palazzo di Kalgan a causa della misteriosa, sconosciuta minaccia della Seconda Fondazione.
Aveva trentadue anni.
Non era vecchio, ma si sentiva vecchio.
Il suo corpo, malgrado i suoi poteri di mutante, era fisicamente debole.
Ogni stella, anche quelle che non vedeva, doveva essere conquistata.
Tutto doveva diventare suo! Vendetta su tutti.
Sull'umanita, di cui non faceva parte sulla Galassia, nella quale non c'era posto per lui.
Sul soffitto si accese una luce che lo avvertiva della presenza di un uomo nel palazzo.
Poteva seguire l'avanzare del visitatore.
Simultaneamente, come se tutti i suoi sensi di mutante fossero diventati piu acuti al solo accendersi di quella luce, avverti le emozioni che l'uomo che stava avanzando provava in ogni fibra del suo cervello.
Lo riconobbe senza sforzo.
Era Han Pritcher.
Il capitano Pritcher, un tempo cittadino della Fondazione. Il capitano Pritcher un tempo ignorato dai burocrati di quel governo in disfacimento, Il capitano Pritcher, che era stato tolto dal suo meschino lavoro di spia, e che era stato fatto da lui prima colonnello, poi generale.
