Il laser cauterizzò e sterilitzzò la ferita nel momento stesso in cui recideva, ma qualche goccia di sangue si sparse ugualmente sull’uniforme di Christian. E Christian, con il palmo delle mani e le nocche ormai inutili, si alzò e uscì dal Bar e Tavola Calda di Joe. La gente si spostò ancora per farlo passare ed ascoltò con attenzione le parole dell’Osservatore cieco: — Quello è un uomo che ha infranto la legge, e a cui era stato proibito di essere un Compositore. Lui ha infranto la legge una seconda volta e la legge vuole che lui smetta di sovvertire un sistema che vi rende tutti felici.

Tutti compresero. Ne furono addolorati, e si sentirono a disagio per alcune ore, ma quando furono tornati a casa, la casa-giusta-per-loro, e furono tornati al lavoro, che era quello-giusto-per-loro, la semplice soddisfazione per la loro vita cancellò il momentaneo dolore per Chris. Dopotutto, Chris aveva infranto la legge. Ed era la legge che li manteneva al sicuro e soddisfatti.

Persino Joe. Persino Joe dimenticò presto Chris e la sua musica. Sapeva di aver agito per il meglio. Ma non riuscì ad immaginare perché un uomo come Chris avesse voluto infrangere la legge, e soprattutto quale legge avesse infranto. Non c’era una legge in questo mondo che non fosse intesa a rendere felice la gente… e non c’era alcuna legge che Joe potesse pensare anche solo lontanamente di voler infrangere.

Eppure. Una volta Joe si avvicinò al pianoforte, sollevò il coperchio e suonò tutti i tasti. E quando lo ebbe fatto, appoggiò il capo sulla tastiera e pianse, pianse perché sapeva che quando Chris aveva perso quel piano, aveva perso anche le sue dita, così da non poter mai più suonare… come se Joe avesse perso il suo bar. E se mai Joe avesse dovuto perdere il suo bar, la vita non avrebbe più avuto alcun significato.

Per quel che riguardava Chris, qualcun altro cominciò a frequentare il bar, guidando lo stesso furgone delle consegne, e nessuno vide mai più Chris in quella parte del mondo.



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