— E allora perché non canti con noi?

Sugar scosse il capo. — Non sono un cantante.

Ma Guillermo lo guardò con aria saputa. — Non sei un cantante! Ah! Non sai cantare. Un uomo senza mani che rifiuta di cantare non è un uomo che non sa cantare, eh?

— Che cosa diavolo vuoi dire? — chiese l’uomo che amava le canzoni popolari.

— Voglio dire che quest’uomo che chiamate Sugar è un’impostore. Non è un cantante! Guardategli le mani. Non ha più le dita! Chi taglia le dita agli uomini?

La squadra non cercò di indovinare. C’erano molti modi in cui un uomo poteva perdere le dita e nessuno di questi erano affari loro.

— Ha perso le dita perché ha infranto la legge, e gli Osservatori gliele hanno tagliate! Ecco come un uomo perde le dita! Che cosa faceva con le dita, che gli Osservatori volevano che non facesse più? Stava infrangendo la legge, vero?

— Basta — disse Sugar.

— Come vuoi — rispose Guillermo, ma per una volta gli altri non rispettarono l’intimità di Sugar.

— Raccontacelo — chiesero tutti. Sugar uscì dalla stanza.

— Raccontacelo — e Guillermo si decise. Sugar doveva essere stato un Compositore che aveva infranto la legge, e a cui era stato impedito di comporre la musica. Il solo pensiero che un Compositore lavorasse nella loro squadra, addirittura uno che aveva infranto la legge, riempì gli uomini di meraviglia. I Compositori erano rari, ed erano tra gli uomini e le donne più venerati.

— Ma perché le dita?

— Perché — disse Guillermo — deve aver tentato ugualmente di fare musica. E quando si infrange la legge una seconda volta, ti viene tolto il potere di infrangerla una terza. — Guillermo parlava con un tono molto serio, e cosi agli uomini della squadra di costruzione la storia di Sugar suonò maestosa e terribile come un’opera. Si affollarono nella camera di Sugar e lo trovarono con lo sguardo fisso sulla parete.



16 из 23