
Per il Cacciatore iniziò un periodo di grande attività. Prima cosa, e la più importante: l’ossigeno. Rapidamente inviò appendici submicroscopiche tra le cellule che formavano le pareti dei vasi sanguigni, e cominciò a derubarle del loro prezioso carico. Gliene serviva pochissimo, tant’è vero che sul suo mondo aveva vissuto per anni in quel modo dentro il corpo di un respiratore d’ossigeno intelligente, in pieno accordo con il suo ospite, ricompensandolo però abbondantemente per questa ospitalità.
Poi gli serviva la vista. Con tutta probabilità il suo ospite attuale possedeva organi visivi, quindi il Cacciatore cominciò a cercarli. Avrebbe potuto anche costruire un occhio con una parete del proprio corpo, ma occhi già pronti in genere servivano meglio di quelli che poteva costruire lui al momento.
La sua ricerca venne interrotta sul nascere.
Durante la lotta cieca contro il Cacciatore lo squalo si era avvicinato alla spiaggia più di quanto gli fosse gradito, perciò, appena finito di occuparsi dell’intruso, tentò di tornare in acque più profonde. Ma appena ebbe inizio il furto d’ossigeno, lo squalo riprese ad agitarsi, dando inizio a una catena di fenomeni che attirò l’attenzione dello straniero.
