
«Adunata!» Il grido arrivò all’improvviso, emesso da una dozzina di gole. In breve, si sparse a raggiungere ogni angolo dell’accampamento. «Uomini dei Guardiani della notte! Adunata attorno al grande fuoco al centro!»
La fronte aggrottata, Chett finì la zuppa e si accodò agli altri.
Il Vecchio orso era in piedi presso il fuoco; Smallwood, Locke, Wythers e Blane stavano allineati dietro di lui. Mormont indossava una cappa di spessa pelliccia nera, appollaiato sulla spalla c’era il suo corvo, il piumaggio eretto. “Non buono. Proprio non buono.” Chett s’infilò tra Bernarr il Marrone e alcuni uomini della Torre delle ombre. Una volta che tutti quanti furono radunati, escluse le sentinelle nella foresta e le guardie sul muro perimetrale, Mormont si schiarì la voce e sputò. La saliva si congelò ancora prima di arrivare a terra.
«Fratelli» chiamò. «Uomini dei Guardiani della notte.»
«Uomini!» urlò il corvo. «Uomini! Uomini!»
«I bruti sono in marcia. Stanno scendendo dalle montagne seguendo il corso del Fiumelatte. Thoren ritiene che la loro avanguardia ci sarà addosso da qui a dieci giorni. In quell’avanguardia, assieme a Harma Testa di cane, ci saranno i guerrieri più esperti. Molto probabilmente, gli altri combattenti formeranno la retroguardia, o saranno vicino a Mance Rayder. Qualcuno sarà sparso sulla colonna a difesa della gente in marcia. Hanno buoi, muli, cavalli… Ma non molti. La maggioranza è a piedi, ed è gente male armata, poco addestrata. Quasi certamente, le armi che portano sono fatte di pietra e d’osso, non d’acciaio. Inoltre avranno l’intralcio di donne, bambini, greggi di pecore e di capre, più tutto quello che possiedono a questo mondo. In breve, sono numerosi, è vero, ma sono anche vulnerabili… E soprattutto non sanno che noi siamo qui. O almeno, è questo per cui dobbiamo pregare.»
