“Lo sanno” rimuginò Chett. “Maledetto vecchio sacco di pus che non sei altro, lo sanno che siamo qui, sicuro come la luce del giorno. Qhorin il Monco non è tornato, giusto? E nemmeno Jarman Buckwell è tornato. Se uno di loro è stato preso, lo sai benissimo che i bruti saranno riusciti a fargli cantare una bella canzoncina.”

Smallwood si fece avanti. «Mance Rayder vuole spezzare la Barriera e portare la sua guerra sanguinosa fino ai Sette Regni. Bene, anche noi possiamo giocare allo stesso gioco. Domattina, noi porteremo la guerra fino da lui.»

Un mormorio percorse i confratelli in nero.

«Cavalcheremo all’alba con la nostra forza al completo» riprese il Vecchio orso. «Cavalcheremo a nord, facendo poi un ampio giro a ovest. Quando invertiremo la direzione, l’avanguardia di Harma sarà molto oltre il Pugno dei Primi Uomini. Le pendici più basse degli Artigli del Gelo sono piene di strette valli contorte, luogo ideale per le imboscate. La loro linea di marcia sarà dilatata per intere miglia. Caleremo loro addosso in molti punti simultaneamente. E loro giureranno di aver visto tremila corvi neri, non trecento.»

«Colpiremo duro e ci dilegueremo prima che i loro guerrieri a cavallo possano arrivare ad affrontarci» disse Thoren Smallwood. «Dovessero inseguirci, gli faremo venire il fiato grosso. Poi torneremo indietro e colpiremo di nuovo in un diverso punto della colonna. Incendieremo i loro carri, disperderemo le loro greggi e uccideremo tutti quelli che riusciremo a uccidere. Anche Mance Rayder, se si fa vedere. Se faranno ritorno alle loro tane, avremo vinto. Se continueranno ad avanzare, gli staremo addosso per tutta la strada fino alla Barriera, in modo che si lascino alle spalle una scia di cadaveri.»

«Ma sono migliaia!» gridò una voce alle spalle di Chett.



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