Le tre forche del Tridente erano la via più facile per muovere merci o uomini attraverso le terre dei fiumi. In tempo di pace, avrebbero incontrato pescatori, chiatte cariche di granaglie spinte con le pertiche a favore di corrente, mercanti su negozi galleggianti, intenti a vendere aghi e partite di stoffa. Forse avrebbero addirittura visto una compagnia di guitti a bordo di uno scafo dai colori sgargianti, le vele pezzate di cento tinte diverse, che risaliva il fiume, di villaggio in villaggio, di castello in castello.

Ma la guerra aveva lasciato il segno. Superarono villaggi, ma non videro alcun abitante. Una rete vuota appesa ad alcuni rami, le maglie tutte squarciate, fu l’unica traccia di pescatori. Una ragazzina che abbeverava un cavallo fuggì al galoppo nell’attimo stesso in cui vide la loro vela rossa e blu. Più tardi, passarono davanti a una dozzina di contadini che scavavano in un campo di fronte al guscio vuoto di un torrione bruciato. Gli uomini li guardarono con occhi opachi, tornando a riprendere il lavoro solo dopo essersi assicurati che l’imbarcazione non rappresentava una minaccia.

La Forca Rossa era ampia e lenta, un fiume dal letto tortuoso, con curve e anse continue, disseminato da piccole isole coperte di vegetazione, pieno di secche e di banchi di sabbia in agguato appena sotto la superficie. Brienne però sembrava avere l’occhio allenato a individuare il pericolo, e riusciva sempre a trovare la rotta giusta. Quando Jaime le fece i complimenti per la sua conoscenza del fiume, lei gli lanciò un’occhiata carica di sospetto. «Non lo conosco, il fiume» disse. «Tarth è un’isola. Ho imparato a lavorare di remi e di vele molto prima di montare su un cavallo.»



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