
«Ci stiamo prendendo un notevole disturbo per delle baldracche» si lamentò ser Cleos. «E che cosa usiamo per scavare? Non abbiamo vanghe, e io non intendo servirmi della mia spada. Infatti…»
Brienne lanciò un grido. Invece che ridiscendere lungo il tronco, saltò a terra. «Alla barca. Presto. C’è una vela.»
Cercarono di fare più in fretta possibile. Jaime non era in condizioni di correre e suo cugino fu costretto a trascinarlo a bordo di peso. Brienne si staccò dalla riva puntellandosi con un remo. «Ser Cleos» disse in fretta «ho bisogno che anche tu ti metta a remare.»
Lui fece quanto gli veniva richiesto. Lo scafo fendette l’acqua a maggiore velocità. Corrente, vento e remi lavorarono tutti in loro favore. Jaime rimase seduto, sempre in catene, scrutando a monte. La sommità dell’altra vela era l’unica cosa visibile. La nave inseguitrice doveva trovarsi dietro uno dei lembi di terra che profilavano i meandri della Forca Rossa, e sembrava navigare in direzione nord dietro la barriera degli alberi. Loro puntavano a sud, ma Jaime sapeva che si trattava di un inganno di prospettiva dovuto al corso serpeggiante del fiume. Si fece schermo sugli occhi con entrambe le mani. «Il rosso dell’argilla e il blu dell’acqua» annunciò, individuando i colori della vela.
La larga bocca di Brienne si apriva e si chiudeva senza suono, facendola sembrare una mucca intenta a ruminare. «Più in fretta, cavaliere.»
Ben presto, i resti della locanda svanirono dietro di loro. Persero di vista anche la punta della vela, ma questo non significava nulla. Nel momento in cui gli inseguitori avessero doppiato l’ansa, sarebbe stata nuovamente visibile.
«Possiamo sperare che i nobili Tully si fermino a seppellire le puttane defunte.» Jaime non era ansioso di tornare nella cella buia. “Al mio posto, Tyrion tirerebbe fuori qualche idea ingegnosa. Ma l’unica cosa che viene in mente a me è andargli addosso con la spada in pugno.”
