Il veterinario si raddrizzò ed estrasse una fiala dalla tasca. «Ho la netta sensazione che tu abbia già fatto qualcosa del genere,» affermò.

«L’ho fatto,» ammise Delanna. «Ma non per molto tempo.»

Il veterinario scostò alcune piume sul dorso dell’oca, poi premette la fiala contro la pelle.

«Avrei dovuto incontrare qualcuno qui,» affermò Delanna, facendo un nuovo tentativo. «Si tratta di Mr. Tanner. Di Milleflores Lanzye. Lei lo conosce?»

«Queste sono le sue oche,» spiegò il veterinario. Allontanò la fiala dalle piume dell’oca.» Tienila ferma per qualche altro istante. Devo finire il trattamento.» Infilò una mano in tasca. «Se stai aspettando Sonny Tanner, verrà sicuramente qui, visto che deve ritirare queste oche.»

«Magari verrà più tardi?»

Lyle prese dalla tasca un’altra fiala, più grande della prima. «Sarà meglio che lo faccia. Anche queste oche devono essere a bordo di quel treno che parte a mezzanotte.» Premette la fiala contro il collo dell’uccello. «Tienila ferma. Così va bene. Dove hai imparato ad avere a che fare con le oche?»

«Mia madre ne aveva qualcuna.» E a scuola Delanna aveva seguito un corso di allevamento, facendo venire alla madre quasi una crisi isterica. «Non sprecare il tuo tempo frequentando corsi del genere,» aveva scritto a Delanna. «Io voglio che impari a vivere in una città, non in una fattoria.»

«Strano,» commentò Doc Lyle, tirando fuori dalla tasca un lungo tubo. «Non pensavo che gli Stranieri allevassero delle oche.»

«Gli Stranieri?»

«Le persone provenienti da altri mondi. Stendi l’ala.»

«Non sono precisamente una ‘Straniera’,» rivelò Delanna, cambiando presa sull’oca per liberarle l’ala. «Io sono nata su Keramos.»



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