Doc Lyle strinse saldamente l’ala dell’oca e sollevò il tubo. «Colorante vegetale,» spiegò, «così potrò riconoscere quelle che ho già vaccinato,» poi spruzzò di verde la punta dell’ala.

Durante le due vaccinazioni, l’oca non aveva opposto alcuna resistenza, ma lo spruzzo di colorante la fece scatenare: emise uno starnazzo isterico e quasi sfuggì alla presa di Delanna.

«Non osare,» la ammonì Delanna, tentando di non perdere la presa sull’oca.

Finalmente riuscì a farla calmare. «Mettila qui dentro,» le ordinò Doc Lyle, prendendo una gabbia pulita. Delanna vi spinse dentro l’oca, poi ne bloccò un’altra nella cassa e la tirò fuori.

Doc Lyle la stava fissando con aria meditabonda. «Devi incontrare Sonny Tanner… tua madre allevava oche… tu sei la ragazza di Serena Milleflores che andò via dal pianeta per frequentare la scuola, vero?»

«Lei conosceva mia madre?» gli chiese Delanna.

«Ai vecchi tempi conoscevo tutti su questo mondo,» rispose il veterinario. «Ma questo è logico: al primo atterraggio eravamo solo cinquecento. E qualche anno fa vedevo abbastanza spesso tua madre. Allora a Milleflores Lanzye c’erano una coppia di mandarini reali che stavano facendo il nido.» Sorrise per la prima volta. «Erano una coppia meravigliosa. E anche Milleflores è un lanzye meraviglioso. Però non penso che a tua madre sia mai piaciuto molto.»

Questo era un vero e proprio eufemismo.

Doc Lyle prese un’altra fiala. «E così sei qui per prendere le redini di Milleflores insieme a Sonny?»

«Sono qui per vendere la proprietà di mia madre,» dichiarò Delanna, scostando le piume dell’oca in modo che il veterinario potesse eseguire la vaccinazione. «Poi andrò a Carthage.»

«Ahh, capisco: la grande città,» commentò Doc Lyle mentre vaccinava l’oca. «È un vero peccato. Keramos ha molto da offrire.»

«Posso immaginarlo.»

«Senza dubbio sei figlia di tua madre,» commentò il veterinario, allargando l’ala. «Quando vivevi a Milleflores hai mai visto un mandarino reale?»



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