
Lei aveva deciso che stava attraversando una specie di crisi della mezza età, e la Porsche lo confermava. «Sono troppo vecchia per le automobili sportive,» disse richiudendo lo sportello sul lembo posteriore del grembiule da laboratorio. «E anche lei.»
Il dottor Young si allungò per raggiungere il vano portaoggetti e ne tirò fuori un berretto di tweed e un paio di guanti di pelle.
«Simons è decisamente entusiasta del progetto. Ha accettato il lavoro ancora prima che avessi avuto la possibilità di spiegarglielo nei dettagli.»
Il che, considerando il progetto stesso, è probabilmente un fatto positivo, pensò la dottoressa Lejeune afferrandosi al cruscotto mentre la Porsche schizzava via dal parcheggio, imboccando College Avenue e poi l’autostrada.
«Quanti anni ha?» gli gridò tentando di superare il rumore del vento.
«Quarantadue,» strillò di rimando il dottor Young.
«È sposato?»
«Naturalmente no. È stato cinque anni in un monastero tibetano.»
«Non c’è da meravigliarsi che abbia accettato,» disse la dottoressa Lejeune. «Bisogna che gli presenti Bev Frantz. Ha quarant’anni. La conosce? Questo semestre tiene un corso propedeutico per infermieri. Sarebbe perfetta per lui.»
«Assolutamente no,» gridò il dottor Young. «Non le consentirò di mettere a repentaglio questo progetto.» Si infilò a tutta velocità nel parcheggio dell’aeroporto, si tolse il berretto e i guanti, li infilò nel cassettino e scese dalla macchina. «Lo sa che il combinare matrimoni è un surrogato del sesso? È uno dei sintomi tipici della crisi di mezza età.»
Il che è il caso lampante del bue che dice cornuto all’asino, pensò la dottoressa Lejeune mentre sgomitava per uscire dall’auto. «Perché lei come lo definisce, il comprarsi una Porsche?» disse, seguendolo dentro l’aeroporto. «E abbandonare all’improvviso il suo lavoro sulle particelle subatomiche per cercare di costruire una macchina del tempo? Non le sembra che anche quelli siano sintomi tipici?»
