«Appena tuo padre torna a casa,» rispose Carolyn. Scivolò oltre Liz e prese i ravanelli e un pomodoro dallo scomparto delle verdure.

«Mamma, alle sei devo essere all’allenamento di pallavolo,» disse Wendy.

«Credevo che gli allenamenti per la terza media fossero alle quattro,» disse Carolyn, frugando nel cassetto degli utensili in cerca di un coltello da frutta.

«Il lunedì, il martedì e un venerdì sì e uno no,» disse Wendy. «Oggi è mercoledì, mamma.»

L’unico coltello che trovò nel cassetto era un coltello dentellato per il pane. Carolyn tentò di affettare il pomodoro, ma non riuscì nemmeno a tagliare la buccia.

«Come mai papà ha l’allenamento di ginnastica?» chiese Liz. «Credevo che l’anno scolastico cominciasse la settimana prossima.»

«Infatti è così,» disse Carolyn. «Chiudi il frigorifero. Ha un incontro con i suoi collaboratori.»

«Ho bisogno di un paio di scarpe da ginnastica.»

«Te le abbiamo prese quando è iniziata la scuola.»

«Ma queste sono per la pallavolo. Il nostro allenatore, Nicotero, dice che ci vogliono quelle alte fino al tallone, con la suola rialzata e il calcagno rinforzato.»

Suonò il telefono. Liz corse a rispondere. «È per te,» disse poi con disgusto, porgendo la cornetta a Carolyn.

«Ciao, sono Sherri, della scuola elementare,» disse la voce al telefono. «Ho cercato di contattarti quando hai fatto il tuo periodo di volontariato, ma non puoi immaginare che incarico abbia assegnato alla sua segretaria il nostro beneamato preside, il Vecchio Scartafaccio! Mi ha detto di chiamare tutti i genitori e di verificare se l’informazione è corretta. Non si sa mai, dice. Lo sai che tu sei la “persona da contattare se non è possibile raggiungere i genitori” in quattordici diverse indicazioni per casi d’emergenza?»



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