«L’allenatore Nicotero dice che faremmo bene a mangiare qualcosa di ciascuno dei quattro gruppi di alimenti. Carne, cereali, latticini…»

«Frutta e verdura.» concluse Carolyn. Diede a Wendy il pomodoro.

Liz riappese il telefono. «Ceno da Lisa,» disse. «Puoi portarmici quando accompagni Wendy?» Corse nella sua stanza e ne tornò con un pacco di cataloghi universitari. «Quale università hai frequentato, mamma?»

«Il Nebraska State College,» disse Carolyn.

«Ti è piaciuto?»

Avevo tutto il tempo del mondo, pensò Carolyn. Non dovevo portare nessuno da nessuna parte, e non avevo mai sentito parlare dei quattro gruppi di alimenti. La mia bevanda preferita era il suicidio, che preparavo con la mia compagna di stanza Allison mescolando insieme diversi tipi di bevande gassate.

«Ci sono stata benissimo,» disse Carolyn.

Suonò il telefono.

«Scusa se ti chiamo così tardi, tesoro,» disse Don. «Non siamo nemmeno a metà. Non aspettarmi per cena. Tu e le ragazze andate a mangiare fuori.»


L’aereo rullò sulla pista e si fermò, e tutti si precipitarono verso il corridoio. Andrew occupava il sedile accanto al finestrino. Prese la sacca da viaggio da sotto il sedile davanti a lui e si appoggiò contro lo schienale. Non avrebbe dovuto bere lo scotch sulla tratta L.A.-Denver. Aveva sperato che gli avrebbe favorito il sonno, in modo da non essere costretto ad ascoltare le chiacchiere della coppia palesemente infelice che occupava i sedili a fianco al suo.

Invece gli aveva suscitato una fantasticheria sentimentale del suo primo anno all’università, che era stato l’anno forse peggiore della sua vita. Per poco non lo avevano sbattuto fuori dal corso propedeutico in giurisprudenza, si era preso una cotta per Stephanie Forrester e poi aveva finito col farle da valletto al matrimonio. Non c’era proprio nessuna ragione per ricordare quell’anno sciagurato, tanto meno con nostalgia.



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