
Capiva i problemi degli addetti alle relazioni pubbliche della NASA. I viaggi nello spazio non interessavano a nessuno. Non era meglio spendere soldi sulla Terra, sulla Luna, o per le colonie di L5? Perché sprecare denaro buttandolo in quelle trappole per topi che sono le esplorazioni, mentre, ad esempio, i lavori eseguiti in orbita attorno alla Terra erano così redditizi? Esplorare lo spazio era una faccenda terribilmente cara, e su Saturno non c’erano altro che vuoto, rocce e ancora vuoto.
Stava cercando di trovare nuove idee, nuove prospettive per giustificare la propria presenza sulla prima astronave esplorativa che fosse partita negli ultimi undici anni, quando sullo schermo apparve una faccia. Forse era Aprile, forse Agosto.
— Capitano, chiedo scusa.
— Nessun problema. Non ho nulla da fare.
— Abbiamo qui qualcosa che vorremmo vedessi.
— Vengo subito.
Cirocco pensava che fosse Agosto. Dato che in genere i gemelli sono molto gelosi della propria individualità, aveva sempre cercato di non confondere l’una con l’altra. E, col tempo, aveva capito che Aprile e Agosto non ci badavano.
Ma quelle due non erano gemelle normali.
I loro nomi, per esteso, erano: Aprile 15/02 Polo e Agosto 3/02 Polo. Così stava scritto sulle loro provette; così avevano scritto sui certificati di nascita gli scienziati che avevano fatto da levatrici per le gemelle. Questo aveva sempre impressionato Cirocco dandole due eccellenti motivi per pensare che agli scienziati non dovesse essere permesso di folleggiare compiendo esperimenti che potevano vivere, respirare e urlare.
