
La madre, Susan Polo, era morta da cinque anni quando nacquero le gemelle e non poteva certo proteggerle. Nessun altro era disposto ad assumere il ruolo di madre, per cui Aprile e Agosto, nei primi anni di vita, ebbero solo l’affetto delle altre tre sorelle-cloni. Agosto aveva raccontato una volta a Cirocco che loro cinque avevano avuto un solo amico intimo con cui erano cresciute, una scimmia Rhesus con il cervello pieno di elettrodi. Era stata vivisezionata quando le bambine avevano sette anni.
"Ma non vorrei che la cosa ti sembrasse troppo brutale" aveva detto quella volta Agosto, una sera in cui avevano tutti bevuto un bel po’ di bicchieri di vino di soia di Bill.
"Quegli scienziati non erano dei mostri. Ce n’erano alcuni che sembravano zie e zii affettuosi. Ci davano tutto quello che volevamo. Sono sicura che parecchi di loro ci volevano bene. Dopo tutto, siamo costate un sacco di soldi" aveva detto scolandosi un altro bicchiere.
In cambio dei soldi, gli scienziati ottennero cinque geni tranquilli, alquanto chiusi; il che era esattamente quello che volevano. Cirocco non pensava che le avessero programmate per un’incestuosa omosessualità anche se probabilmente se l’erano aspettato proprio come il fatto che avrebbero avuto un alto Q.I. Tutt’e cinque erano cloni della madre, figlia di un giapponese-americano della terza generazione e di una filippina. Susan Polo aveva vinto il Nobel per la fisica ed era morta giovane.
Cirocco guardò Agosto che studiava una foto sul tavolo da carteggio. Era perfettamente identica alla madre da giovane: piccola, capelli nerissimi, corpo grazioso, occhi scuri e inespressivi. Cirocco non aveva mai pensato che le facce degli orientali somigliassero allo stereotipo cui pensavano molti caucasici, ma i visi di Aprile e Agosto non facevano trapelare nulla. La loro pelle era color caffè chiaro, ma alla luce rossa del Modulo Scientifico sembrava quasi nera.
