
"Poi mi ha dato un bacio sulle labbra, mi ha preso la ma-
no e mi ha infilato questo."
Mostra alle amiche un sottile anello con una piccola pie-
tra celeste, dai riflessi allegri quasi come quelli dei suoi occhi
innamorati. Versi di stupore e un "Bellissimo!" accolgono quel
semplice anello.
"Poi siamo andati a casa mia e siamo stati insieme. I miei
non c'erano, è stato favoloso. Ha messo il cd di Cremonini, mi
fa impazzire. Poi ci siamo stesi in terrazzo sotto il piumone a
guardare le stelle."
"Ce n'erano tante?" Maddalena è senz'altro la più roman-
tica del gruppo.
"Tantissime!"
Poco più in là, una diversa versione.
"Hei, ma ieri sera eri sempre staccato..."
Hook. Una benda sull'occhio, fissa. I capelli boccoluti e lun-
ghi, leggermente sbionditi in punta, gli danno un'aria da an-
gioletto, se non fosse per la sua fama, roba da inferno.
"Allora, si può sapere cosa hai fatto ieri sera?"
"Ma niente. Sono andato a mangiare da Baffetto con Glo-
ria e poi, siccome non c'erano i suoi, siamo andati a casa sua
e abbiamo fatto roba. Al solito, niente di speciale... Piuttosto
avete visto come hanno rifatto il Panda?"
Bario cerca di cambiare discorso. Ma Hook non molla.
"Ogni tre, quattro anni li rifanno tutti i locali... Piuttosto,
come mai non ci avete chiamato?"
"Siamo usciti senza pensarci, così, all'improvviso."
"Che strano, tu non fai quasi mai nulla così all'improvviso."
Il tono non promette niente di buono. Gli altri se ne ac-
corgono. Pollo e Lucone smettono di giocare a calcio con una
lattina acciaccata. Si avvicinano sorridenti. Schello da un tiro
più lungo alla sigaretta, e fa il suo solito ghigno.
